Ciaspolata sul Monte Carameto

Una nuova avventura fotografica di:

Simone Sagagli

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Sabato 23 febbraio 2013,il tempo si è concesso una breve pausa dalla neve,per cui decido di primo mattino di partire per un'uscita fotografica,destinazione Passo del Pellizzone.L'intenzione è quella di salire sul Monte Caramento a 1300 mt.

Preparato Zaino,ciaspole,bacchette,scarponi,cuffia e guanti e come al solito fatto il pieno alla macchina di mia moglie (chissà perchè al sabato è sempre vuota), parto in direzione Passo del Pellizzone.Già all'altezza di Sperongia,inboccata la strada per Pedina,la strada si fa subito impegnativa dalla neve, ma la Lancia Y non cede alle insidie del ghiaccio e con agilità mi porta a destinazione.Nulla purtroppo può fare per il tempo,una fitta coltre di nebbia avvolge le montagne e rischia di rovinarmi la giornata.Sperando che col tempo si diradi, decido di fare un giro attorno al Passo e scatto qualche foto.Anche se non sono in vetta  qui l'inverno si è fatto comunque sentire.

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La nebbia non accenna a diminuire e comincio ad abbandonare l'idea di salire sul Carameto. E' vero che conosco molto bene il sentiero e il posto ma da solo con quel tempo non ero molto tranquillo.Fortunatamente ecco arrivare Giuseppe, un ragazzo di cui faccio subito conoscenza,anche lui intenzionato a salire sul Carameto.Ma cosa dici saliamo,ci sarà molta nebbia,con le ciaspole si andrà bene? Ma si,decidiamo di andare, in due siamo più tranquilli.

Guadagnamo subito il sentiero ,la neve è meravigliosa ,neanche ti bagni,la nebbia si è alzata leggermente e non fa poi così freddo.Mi fermo un istante a fare una foto al bosco.

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Con le ciaspole si sale agevolmente,sotto i nostri piedi anche mezzo metro di neve ma abbastanza ghiacciata da non cedere sotto il nostro peso.Dopo 20 minuti arriviamo alla prima radura fuori dal bosco.Qui la nebbia comincia ad avvicinarsi,ma poco importa se non c'è il sole ,guardate cosa ha creato il freddo sugli alberi.

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Qualche minuto di sosta per le foto e si riprende la salita,giunti al bivio prendiamo il sentiero che sale al Carameto.

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Ancora mezz'ora di cammino e arriviamo finalmente alla seconda radura,quella del crinale.Appena fuori dal bosco lo spettacolo che la natura ci offre è davvero impagabile,nonostante la nebbia  qui  davvero fittissima (non si vedeva a 20 metri di distanza) , il vento che soffiava prepotente e il freddo che cominciava a farsi sentire.Devo dire che fotografare in queste condizioni non  era molto agevole ma non mi sono certo tirato indietro.

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Qui la neve e la galaverna si sono proprio divertite  a modellare sui faggi i loro vestiti di ghiaccio

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Rinfodero nuovanente la macchina fotografica e ripartiamo per l'ultimo tratto verso la cima che ormai è vicina

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E finalmente eccoci arrivati,il freddo adesso ,complice il vento,è davvero pungente.Giusto il tempo di bere e mangiare qualcosa e si ritorna.Prima però una foto ricordo con Giuseppe.

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Decidiamo di scendere,proprio non si riesce a stare fermi,e poi la nebbia non ci permette neanche di apprezzare il paesaggio.Durante la discesa incrociamo un gruppo di persone che arrivava dai Casali di Morfasso. Davvero suggestivo vederli sbucare dalla nebbia ,sembrava quasi di stare su una qualche vetta dolomitica.

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Siamo ormai giunti al sentiero per il ritorno ci lasciamo alle spalle il crinale, mentre ricomincia a nevicare.

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La discesa è una vera pacchia, ci lasciamo andare con le ciaspole tanto la neve è talmente fresca che ci faceva da ammortizzatori naturali per le nostre gambe,e nel giro di mezz'ora siamo già di ritorno.

Colgo l'occasione di questo racconto per salutare Giuseppe di Varsi,un grande appassionato di montagna,con la speranza di rivederlo in futuro da queste parti per altre escursioni.

Ciao


Simone Sagagli

 

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