Petra:La città nella roccia

Racconto fotografico di:

Simone Sagagli

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Gennaio 2013 : anche quest'anno io e mia moglie ci concediamo una piccola vacanza "fuori stagione" destinazione Deserto bianco dell'Egitto.Vista la nostra passione per i deserti e le terre desolate in generale (si lo so anche noi abbiamo i nostri problemi),viste le foto su internet,visto il tempo a nostra disposizione,la vicinanza del posto e il prezzo particolarmente vantaggioso,sembrava proprio la destinazione perfetta! Troppo perfetta,qualcosa doveva pur succedere.Prenotato e pagato il viaggio,una settimana prima della partenza ,su indicazione della farnesina che sconsiglia la partenza a causa dei disordini che si stavano verificando a Il Cairo,ci viene annullato il tutto.


PANICO!


e adesso dove ...zzo andiamo?


Marocco - ci siamo appena stati
Algeria - pericolo di rapimenti nel deserto
Tunisia - situazione critica
Libia - non se ne parla proprio
Medio oriente - pes che andà ad not


E la Giordania?

Ma cosa c'è in Giordania? c'è il deserto del wadi rum,il mar morto,ci sono i luoghi della cristianità,i castelli nel deserto e poi c'è Petra. ALT blocca tutto! Hai detto Petra chiamata anche la città perduta? si .Detta anche la città rosa? si quella. Petra una delle sette meraviglie del mondo moderno? to dit ad si.


Paolo! (Mazzoni socio del circolo nda) sei stato a Petra? embhe! (e te pareva) guarda qui che foto (e mi indica una delle tante foto dei suoi viaggi appese alle pareti di casa) e poi te che ti piacciono i sassi... pausa... chissà che foto che farai! (questo l'ho aggiunto io,ma sono sicuro che voleva dire proprio quello).


Antonio! (Cosi,conoscenza del circolo e grande viaggiatore),com'è Petra? (non gli ho chiesto se ci era già stato perchè sarebbe stato come chiedere a un cane se sapesse abbaiare).Embhe! (anche lui) Bellissima assolutamente da vedere,ma mi raccomando alzati presto alla mattina per vedere le prime luci dell'alba che creano delle ombre particolari sulle rocce,ma anche per evitare il casino dei turisti,poi c'è anche un albergo vicino all'entrata che è molto comodo... .... ....ok mi hai convinto (ancora un pò e mi dava il numero di telefono del titolare dell'albergo).
Si va in Giordania.


Volo letteralmente  in agenzia per prenotare visto che il tempo stringeva,scegliamo un tour di 8 giorni con una notte in albergo a Petra (lo stesso che diceva Antonio,meno male altrimenti ero rovinato).Finalmente siamo tranquilli possiamo andare in vacanza.


Tranquilli un paio di p...e!

Qualche giorno prima della partenza i telegiornali di mezzo mondo diffondono la notizia di una fitta nevicata in corso in Giordania e Israele.Tutto il paese nel caos per qualche centimetro di neve,erano 25 anni che non accadeva.No non ci credo!non è possibile! è uno scherzo! Ma si scioglierà vero prima del nostro arrivo? speriamo.
In effetti la neve l'abbiamo vista,soprattutto sull'altopiano desertico dell'entroterra,ma niente di preoccupante.Fa comunque un certo effetto vederla da queste parti.
Insomma il viaggio è stato interessante e piacevole,anche grazie alla compagnia (quattro australiani e un canadese simpaticissimi,età media 75 anni più in gamba di noi,che si prendevano per il culo tutto il tempo,con una guida parlante esclusivamente in inglese,non vi dico le chiacchierate in italiese che ci siamo fatti,e comunque ho potuto allenare un pò il mio inglese decisamente malandato.In Giordania non ci sono grandi cose a mio modo di vedere,ma due su tutte valgono sicuramente il viaggio: una è il deserto del wadi rum con le sue rocce dalle forme bizzarre,tanto affascinanti da essere citate con estrema passione nei racconti di Edward Laurence meglio noto come Lawrence d'Arabia,e la seconda Petra pura meraviglia della natura,dove alle forme bizzarre del wadi rum si affiancano i colori quasi improponibili delle rocce,il tutto condito dalla maestria e abilità degli antichi abitanti nello scolpire incredibili monumenti direttamente nella roccia.Petra mi ha lasciato letteralmente folgorato ed è per questo che con questo mio racconto voglio farvi partecipi di tale bellezza.


Vi porterò a spasso per le rovine di un'antica città un tempo ricchissima metropoli,grazie alla posizione strategica al centro di importanti vie di commercio tra oriente e occidente,abitata da antiche popolazioni nomadi,ma che ha conosciuto il suo massimo splendore durante l'occupazione dei Nabatei,gente ricchissima che ha fatto fiorire Petra,grazie al commercio,inventandosi un ingegnoso sistema di incanalamento delle acque piovane (che vedremo) che gli ha permesso di sopravvivere per lungo tempo in un luogo climaticamente severo.Invasa dai Romani prima,dai musulmani e dai crociati poi ,Petra viene abbandonata definitivamente attorno al dodicesimo secolo,anche a causa di terremoti catastrofici e cambiamenti delle rotte commerciali che negli anni a venire non avrebbero più interessato queste zone.Abitata negli ultimi tempi da popolazioni nomadi che si rifugiavano nelle grotte, e saccheggiata negli anni a seguire,dell'antica città di Petra rimane ben poco,due monumenti affascinanti ("il tesoro" e "il monastero") qualche colonna romana,il teatro romano interamente scolpito nella roccia,le tombe reali e qualche incisione.Ma quello che più mi ha affascinato di Petra,al di là delle forme e dei colori di questo palcoscenico a cielo aperto,è quella sensazione di mistero e curiosità della scoperta che mi ha accompagnato per tutto il tempo che ho trascorso al suo interno.Sembrerà poco ma vi assicuro che quel poco è talmente affascinante da rimanere a bocca aperta.


E cominciamo allora il nostro viaggio!


Appena arrivati all'albergo,non faccio in tempo a posare i bagagli,che io e la Simo siamo già a piedi verso l'imboccatura del sentiero che porta alla città vecchia.E' sera e il sole sta già tramontando e subito ci rendiamo conto di essere in posto davvero speciale.
Oltrepassato il cancello della biglietteria (ormai non si pagava più vista l'ora tarda),subito si entra in contatto con una natura diversa da quella che siamo abituati a vedere dalle nostre parti,quasi sembra di entrare in un'altra dimensione e le prime forme scolpite nelle rocce ci lasciano esterefatti.


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Ormai il giorno era destinato a finire,domani ci aspettava la visita della città,e con un inizio del genere eravamo sicuri che non ci avrebbe certo delusi.


L'indomani mattina alle 5 ero già in strada ,peccato che la guida con i restanti compagni di viaggio che alloggiavano in un altro albergo,si siano presentati alle 7! forse sono stato un pò troppo smanioso.
Fatti i biglietti finalmente si entra e ripercorriamo parte del tragitto fatto la sera prima.Ora con le luci del mattino l'atmosfera è sicuramente meno suggestiva ,ma non per questo meno intrigante.


Simoni! don't walk on the stones, is forbitten!


e te pareva subito la guida mi ha sgamato!io mi ero quasi messo a saltare da una pietra all'altra,sembravo un bambino a cui avevano appena regalato un giochino nuovo.Ma come si fa a non avvicinarsi a queste sculture naturali!
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Mi avvicino,stavolta senza farmi vedere dalla guida alle sculture che già avevo visto la sera prima,stando comunque attento,per rispetto verso questo luogo, a non oltrepassare i limiti di sicurezza indicati nei vari cartelli di divieto.(non vorrei che qualcuno pensasse male)

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Dopo pochi minuti di cammino si arriva finalmente all'imboccatura del Siq.
Il siq è una profonda e strettissima spaccatura nella montagna,originatasi naturalmente dall'azione erosiva degli agenti atmosferici, che porta direttamente all'entrata della città.
Appena si mette piede all'interno del siq si rimane inevitabilmente soggiogati dalle imponenti pareti che la delimitano.


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Mentre ci inoltriamo all'interno incominciamo a fare la conoscenza delle loro strane  forme


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e colori


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ecco i primi segni dell'uomo


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da qui in poi un'escalation di forme e colori da rimanere a bocca aperta.


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alcune rocce richiamano senza neanche troppa fantasia sembianze animali


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Si nota ai lati del sentiero l'ingegnoso sistema per far confluire l'acqua piovana.sfruttando poi il tratto in discesa l'acqua veniva convogliata in profonde cisterne all'uscita del canyon.


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Scendendo la gola si fa sempre più profonda e dopo circa 1 km si è arrivati all'uscita.Già a pochi metri dalla fine del siq si intravede quello che è stato definito il gioiello di Petra "Il tesoro" che come d'incanto appare ai nostri occhi con prepotente bellezza.


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Dal Tesoro il sentiero porta al Siq esterno,fiancheggiato su entrabi i lati da tombe di ogni dimensione.Incredibili poi i colori.


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Alla fine del siq esterno si arriva al teatro classico,interamente scolpito nella roccia,iniziato dai Nabatei e forse proseguito dai romani.


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Dal teatro si giunge alla zona delle tombe reali,di dimensioni sorprendenti.Tutt'attorno un continuo susseguirsi di grotte,templi minori,facciate semidistrutte o incompiute,in un tripudio di forme e di colori resi ancora più vivi dalla luce del pomeriggio.


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La spianata della città di Petra purtroppo non è molto significativa,qualche colonna romana e alcuni resti dell'antica pavimentazione ci fanno solo immaginare che un tempo in questa via si svolgevano importanti scambi commerciali e sociali.

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Decidiamo di intraprendere la lunga e impegnativa (la temperatura nonostante il mese di gennaio era comunque abbondantemente sopra i 20/25 gradi) che porta all'altro importante monumento di Petra "il monastero".Lungo i ripidi scalini le meraviglie della natura, che qui è la sola protagonista, ci distolgono dalla fatica della salita.


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Siamo ormai arrivati in cima e la vista sul monastero e sulla vallata sottostante ci appaga completamente della fatica fatta.


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Ci riposiamo un attimo seduti comodamente sui divanetti di un piccolo bar proprio di fronte al Monastero,sorseggiando un improbabile cappuccino (anche qui!).Decidiamo poi di tornare.Con la comodità della discesa si ha più tempo per ammirare il paesaggio.


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e i suoi incredibili particolari


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Ritornati alla città bassa ancora un pò di tempo per qualche altra foto ,ma il tempo a nostra disposizione è agli sgoccioli.La città chiude alle 18 (il tempo è proprio volato) dobbiamo rientrare.
Anche se un pò a malinquore ripercorriamo la strada dell'andata,scattiamo le ultime foto anche a cose già fotografate prima,sono talmente belle che non ti stancheresti mai di guardarle.


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Per la prima volta nella mia "carriera" di fotografo credo di aver sentito la macchina fotografica imprecare per la fatica,non ne poteva proprio più.Volgo per l'ultima volta lo sguardo al Tesoro consapevole che quasi sicuramente non lo rivedrò mai più.


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Un'altro giorno,e che giorno, è trascorso,le ultime luci della sera nuovamente si impadroniscono della vallata.


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(Si lo so la foto è quella della sera prima ma voi fate finta di niente.)


La nostra visita alla città perduta è giunta al termine.Sicuramente torniamo a casa con qualcosa in più nei nostri occhi,nella nostra mente,ma soprattutto nel nostro cuore.


Ciao.


Simone Sagagli


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